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Best practice per sviluppare un game free to play di successo ed alcuni consigli utili

Di seguito, un contributo di Alessandro Salvati, CEO di Nextwin, che condivide il suo punto di vista sulla realtà del social gaming e dispensa alcuni consigli per coloro che hanno voglia di sviluppare un’idea di successo free to play.

“Tutte le volte che mi capita di scambiare qualche chiacchiera sulla mia azienda, è consuetudine che mi vengano poste una serie di domande di routine, interrogativi stimolanti, che vanno a toccare tematiche di forte interesse, e che suonano più o meno così: “come monetizzi con la tua impresa?”,cosa si intende di preciso per Social Game” o ancora“esiste una best practice per sviluppare un game di successo?”

Ho deciso di fermarmi un secondo a rifletterci, per condividere con voi quello che è il mio bagaglio di esperienze e per definire punto per punto gli aspetti principali che rendono un social game un prodotto di successo.

Se me lo concedete, partirei con una breve definizione e qualche cenno sul mondo del social gaming, rispondendo subito ad una delle domande più frequenti.

Dunque, cosa si intende per Social Game?

Per Social Game si intende quella categoria di giochi che implicano un’interazione diretta con persone reali, i propri amici, (es. competizioni, cooperazioni, scambio di beni…) che si contrappone a quella categoria di games che, invece, prevede l’interazione dell’utente esclusivamente con personaggi di fantasia in un mondo immaginario che risiede oltre lo schermo.

Kristian Segerstrale, Founder di Playfish

Si tratta, quindi, di un luogo che non esisterebbe senza che vi sia quella interazione naturale tra esseri umani e, come conseguenza, la costituzione di una community.

Quali sono le caratteristiche indispensabili che rendono un gioco un Social Game?

Sono sei i punti da prendere in considerazione durante lo sviluppo di un social game:

  1. Deve essere semplice da utilizzare (non esistono regole difficili da apprendere nei social game)
  2. Deve essere gratuito (non si paga per giocare, si paga solo per ottenere vantaggi)
  3. Deve essere asincrono (non è necessario che i giocatori siano presenti nello stesso momento per giocare, importa solo l’ambiente entro cui agiscono)
  4. Deve garantire costanti riconoscimenti
  5. Le sessioni devono essere veloci
  6. Deve incoraggiare la condivisione social

Quindi è gratuito? Cosa significa?

Dieci anni fa, se uno sviluppatore di giochi pubblicava un nuovo prodotto e il 90% della sua audience era abituata a giocare gratis, probabilmente avrebbe dovuto confrontarsi con un grosso problema di pirateria. Oggi, con l’avvento dei game free to play, avere il 10% di utenti paganti significa avere un ottimo tasso di conversione.

Prendendo questa assunzione per vera, non è affatto facile generare valore da un giocatore non pagante. Per questo è molto importante tenere a mente poche semplici regole, quando si ha intenzione di sviluppare un social game free to play:

Prima di preoccuparvi di qualunque cosa, preoccupatevi di sviluppare un gioco fun to play.

Cercate di creare un prodotto che possa essere utilizzato anche solo in un breve lasso temporale (pochi minuti).

Sviluppate un gioco che non finisce mai.

Tenete le persone ingaggiate e siate generosi con i contenuti a disposizione dell’utente, ad esempio del valore del bonus, qualora il gioco lo preveda.

Quello che sto per affermare sembra paradossale, ma date all’utente la possibilità di giocare gratuitamente a vita.

La regola più importante per sviluppare un social game di successo è creare abitudine nel giocatore.

Quando avrete preso questi provvedimenti, potrete iniziare a monetizzare dal vostro gioco.

Dopo questa breve introduzione, posso addentrarmi in argomenti più specifici e trattare di topic come incremento della vita dell’utente (tempo di permanenza di un giocatore) e di ARPPU (average revenues per paying user).

La prima cosa che suggerisco sempre di fare è rendere estremamente facile far spendere anche solo €1 all’interno del vostro gioco. Come?

Create un’offerta d’acquisto che nessun giocatore può rifiutare. Rendete acquistabile, ad esempio, un elemento del gioco che possa facilitare l’impresa dell’utente sul lungo periodo (bonus, moltiplicatori di coin, ecc.) ma fate in modo che sia opzionale, non stressate gli utenti con richieste continue volte all’acquisto.

Quando vi approcciate ad un audience di giocatori social, dovete tenere ben in mente che l’1% dei giocatori (whales) costituiranno l’80% delle vostre revenues. È però anche altrettanto importante non tralasciare il 99% dei giocatori meno profittevoli, altrimenti potreste incorrere nel rischio di limitare l’intero modello di gioco free to play.

Tanto i whales quanto la restante fetta di giocatori sentiranno sempre l’esigenza di ricevere gratificazioni costanti, non solo in pratica ma soprattutto a livello emotivo. Le sensazioni legate al gioco devono sempre essere positive, ogni utente deve essere messo nella posizione di vedere una possibilità di miglioramento.

I primi 20 minuti sono fondamentali per convincere il giocatore ad accedere al game nei mesi a venire. Perciò siate aperti alla sperimentazione, imparate a trovare soluzioni studiando il comportamento dell’utente e raffinate il vostro ambiente di gioco, perché il vostro business non si limiterà solo a creare contenuti, quanto piuttosto ad assicurare un servizio valido ai vostri utenti.

Vi starete chiedendo come rendere il vostro gioco finanziariamente sostenibile. Questa è tutta una questione di ROI. È necessario perciò che lavoriate su tutti e tre gli stadi della vita del vostro potenziale cliente, e quindi: acquisition, retention, monetization. Provate a massimizzare da ognuno di questi aspetti tenendo sempre a mente che il più importante, in questo settore, è la retention.

Un aumento della retention del 5% si trasformerà in un aumento delle revenues che arriveranno dai diversi clienti durante tutto il loro ciclo di vita sul social game comportando un boost dei profitti tra il 25% ed il 95%.


Ed ecco che avrete creato il vostro social game free to play di successo.”

Andrea Troccoli

Andrea nasce a Foggia nel 1992, i suoi principali interessi sono sempre stati lo sport, la tecnologia e la finanza. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bologna, si è laureato in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d'Impresa presso la Sapienza, Roma. Da anni vive a Roma e, come addetto Marketing per Nextwin, può mettere in pratica le conoscenze acquisite e abbinarle alle sue passioni.

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Andrea Troccoli

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