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Gli Oscar di Nextwin: chi si è distinto nel 2015?

Ultimo giorno dell’anno: è tempo di mettere nero su bianco i protagonisti assoluti del 2015, considerando sia gli sport individuali che di squadra. Ecco a voi, in ordine sparso, le 10 stelle che hanno brillato al punto da meritarsi gli Oscar di Nextwin. Il calcio, per una volta, lo lasciamo alla fine.

FLAVIA PENNETTA (tennis) – Senza dubbio è lei la sportiva italiana del 2015. A 33 anni riesce a coronare una già ottima carriera con il trionfo in uno degli appuntamenti più importanti, gli US Open, prima italiana a vincerli (in una storica finale tutta tricolore contro la bravissima Roberta Vinci) e seconda di tutti i tempi a conquistare un torneo del Grande Slam dopo Francesca Schiavone, impostasi nel 2010 al Roland Garros. All’apice della sua carriera, anche una scelta controcorrente: l’annuncio del ritiro agonistico. Magari con un’ultima parentesi alle Olimpiadi di Rio in doppio misto, ma non con il suo fidanzato Fabio Fognini, come si è affrettata a precisare…

GRAN BRETAGNA (tennis) – Il decimo trionfo della Gran Bretagna in Coppa Davis, ben 79 anni dopo l’ultimo, può essere considerato l’emblema dello sport che unisce ciò che altro rischia (o rischiava) di dividere. Milioni di sudditi di Sua Maestà incollati al teleschermo per seguire la storica finale contro il Belgio, con la Gran Bretagna trascinata da Andy Murray, lo scozzese (indipendentista, tra l’altro) che i puristi dei club inglesi sono stati “costretti” ad adottare e tifare a causa della penuria di giocatori. Quando lo sport supera i confini della politica. E Murray era già abituato a far esultare più popoli, considerate anche le due vittorie a Wimbledon, la prima valevole per le Olimpiadi 2012 e la seconda per lo Slam.

FABIO ARU (ciclismo) – Per il “tascabile” scalatore sardo il 2015 è stato l’anno della consacrazione: la sua fama ha ormai travalicato i confini nazionali. Dopo essersi piazzato secondo al Giro d’Italia, alle spalle di Contador, Aru ha trionfato alla Vuelta di Spagna. Appena 25 le primavere sulle spalle: il futuro è tutto dalla sua parte, si candida ad essere il punto di riferimento non solo nazionale, insieme a Vincenzo Nibali (che di anni però ne ha 31), per le grandi corse a tappe. Anche se la convivenza nella stessa squadra – l’Astana – proprio con lo squalo dello Stretto non dovrebbe durare a lungo…

VALENTINO ROSSI (motociclismo) – Non c’è stata la decima sinfonia, ma un posto tra gli sportivi del 2015 Vale se lo merita tutto. Titolo in MotoGP perso proprio all’ultima corsa a causa delle circostanze note a tutti, anche ai non appassionati. Biscotto spagnolo indigesto, definirlo “vincitore morale” forse sarebbe banale considerato che stiamo parlando del fenomeno delle due ruote, abituato a inanellare record sull’asfalto, senza alleati o sotterfugi. Tra i più “anziani” del circuito, ha comunque dimostrato ancora una volta cosa siano classe, volontà e abnegazione. Con l’augurio che il 2016 sia l’anno della rivincita.

GREGORIO PALTRINIERI (nuoto) – Il 2015 è stato l’anno della consacrazione anche per l’ormai celeberrimo “Greg” nazionale. Per lui parlano i successi: un oro (1500 m stile libero) e un argento (800 metri stile libero) ai Mondiali di Kazan, con due primati europei. Demolito psicologicamente nella distanza olimpica dei 1500 sua maestà Sun Yang, che non si è neanche presentato ai blocchi della finale. Come ciliegina sulla torta il trionfo a fine stagione agli Europei in vasca corta (sempre sui 1500), con il nuovo record mondiale a soppiantare quello che resisteva da ben 14 anni, realizzato, tra l’altro, da uno dei miti del nuoto, l’australiano Grant Hackett, nell’epoca dei supercostumi al poliuterano. E nel 2016 Greg promette scintille alle Olimpiadi di Rio…

USAIN BOLT (atletica) – I Mondiali di Pechino, nello stadio in cui scrisse la storia delle Olimpiadi di sette anni fa, secondo i più dovevano coincidere con il suo canto del cigno o quasi, a causa di una stagione tribolata e nella quale aveva corso poco. Per di più era dato in formissima e aveva fatto scintille l’americano Justin Gatlin, che si candidava alla doppietta 100-200 metri. E invece Usain Bolt ha dipinto un’altra pagina indimenticabile di sport (per la disperazione, tra l’altro, di tutti i bookmakers…), confermandosi campione del mondo sia sui 100 che sui 200 e vincendo anche l’ennesima medaglia d’oro nella staffetta 4×100. Adesso appuntamento a Rio per andare oltre la leggenda.

STEPHEN CURRY (basket) – E dire che tra il 2010 e il 2012 aveva rischiato di ritirarsi, a causa dei continui infortuni che lo tormentavano senza soluzione di continuità. Fortunatamente non ha preso la fatidica decisione, gli occhi degli amanti del basket avrebbero dovuto privarsi di uno dei talenti più cristallini degli ultimi 15 anni. Nella stagione 2014-2015 trascina a suon di triple i suoi Golden State Warriors alla conquista dell’Nba e lui viene eletto mvp della regular season. Inizia alla grande anche la nuova annata, da campione in carica. La sensazione è che Stephen Curry ce ne farà vedere ancora delle belle, con vista sulle Olimpiadi…

SPAGNA (basket)  Senza Marc Gasol e dopo un inizio in sordina, gli iberici trionfano agli Europei di basket 2015 trascinati dal fratello, il monumentale Pau Gasol. E meno male che qualcuno lo aveva già dato in pensione… Grande merito va attribuito anche al coach italiano Sergio Scariolo, ormai adottato dalla Spagna: con lui alla guida le Furie Rosse hanno centrato tre successi continentali nelle ultime quattro edizioni. Nel 2013 non era lui il ct e gli iberici finirono terzi. Soltanto un dato statistico? Domanda retorica e risposta scontata, al netto di qualsiasi campanilismo.

BARCELLONA (calcio) – I catalani sono tornati ad essere i padroni incontrastati del calcio europeo e mondiale. Champions League levata al cielo di Berlino sulla pelle di una coraggiosa Juventus (che avrebbe parimenti meritato un Oscar Nextwin, ma ci eravamo prefissi il tetto massimo di due rappresentanti per disciplina). Mondiale per club collocato in bacheca prima di Natale: questi i due titoli più importanti di quest’anno solare, in cui la corazzata di Luis Enrique ha conquistato 5 trofei sulle 6 manifestazioni alle quali ha partecipato (imponendosi anche nella Liga, in Coppa del Re e in Supercoppa Uefa, mentre è andata ko in Supercoppa di Spagna, per mano dell’Athletic Bilbao). Nemmeno il blocco del mercato imposto dalla Fifa ha fermato il Barça: quando si dispone di un organico di tale livello, con il tridente più letale di tutti i tempi (136 i gol realizzati nel 2015 dalla MSN, mai nessuno come Messi-Suarez-Neymar), non ci sono ostacoli che tengano.

LEICESTER (calcio) – Prendete una squadra inglese senza grosse pretese, con l’obiettivo massimo di salvarsi, magari all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Aggiungete un mercato senza nomi altisonanti e l’arrivo di un allenatore italiano i cui ultimi risultati in panchina non sono stati esaltanti, volendo essere benevoli. Fatto questo, alzi la mano chi avrebbe scommesso che al termine del girone di andata questa squadra si sarebbe trovata in testa alla Premier League, il campionato più ricco e seguito del mondo. Ebbene, questa storia, al momento a lieto fine, conduce all’identikit del Leicester di Claudio Ranieri, che nella patria del football ha chiuso il 2015 in vetta in compagnia dell’Arsenal. E la favola non è finita…

 

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Andrea Troccoli

Andrea nasce a Foggia nel 1992, i suoi principali interessi sono sempre stati lo sport, la tecnologia e la finanza. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bologna, si è laureato in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d'Impresa presso la Sapienza, Roma. Da anni vive a Roma e, come addetto Marketing per Nextwin, può mettere in pratica le conoscenze acquisite e abbinarle alle sue passioni.

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Andrea Troccoli

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