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Il Coronavirus ha fermato lo sport, ma anche le scommesse

Il Coronavirus sta avendo forti impatti su tutta la società e sulle abitudini di 60 milioni di italiani. Un grosso impatto è visibile anche sul lato economico per le casse statali, infatti oltre a tutti i mancati introiti derivati dalle attività produttive e dai consumi che si sono arrestati, si aggiungono i mancati incassi derivati dal volume d’affari dei bookmakers.

Lo stop allo sport ha fermato le scommesse

Secondo l’agenzia Agipronews lo stato, prima della crisi Covid-19, incassava circa mezzo milione di euro al giorno grazie al gettito garantito dai bookmakers, ovviamente, dopo lo stop allo sport, i volumi di gioco degli italiani sono crollati. Le stime fatte da Agi parlano di un calo di circa l’80% del volume d’affari dei siti di scommesse, questo si traduce in un incasso giornaliero stimato di 100.000€ per lo stato.

Si tratta di un’altra forte battuta d’arresto al settore del betting dopo il decreto Dignità che, nel 2019, ha impedito alle società della nostra Serie A molte tipologie di accordi commerciali con i bookmakers. Un articolo del Sole24Ore stimava le perdite legate al decreto dignità intorno ai 100 milioni di euro. Le misure disposte dal Governo, per contrastare il fenomeno della ludopatia, non consentono la promozione di attività e prodotti legati al gioco d’azzardo nemmeno tramite le trasmissioni tv o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. Anche se molti bookmakers sono riusciti ad “aggirare” la normativa grazie a siti di news o servizi collegati al proprio brand.

Nextwin, invece, propone delle alternative perfettamente in linea con le direttive del decreto.

Nuove limitazioni del betting legate al Coronavirus

Dopo la quarantena forzata imposta dal governo Conte per combattere il Covid-19, la popolazione ha reagito molto bene, con episodi diffusi di solidarietà e di supporto ai più bisognosi. Tuttavia, sono da registrare anche comportamenti non proprio adeguati alla situazione di pericolo che sta vivendo lo stato italiano. È il caso dei cittadini di Bergamo e di Pontedera, infatti, il sindaco Gori ha imposto un ban per slot e Gratta e Vinci, questo a causa del fatto che molte persone, spesso anziane, si recavano quotidianamente ad acquistare Gratta e Vinci o per giocare alle slot. Comportamenti che di certo non aiutano ad evitare assembramenti, per questo è stata necessaria un’azione determinata del comune.

Anche il Codacons si è espresso in merito: “Chiediamo al Governo di inserire nel prossimo decreto una misura che vieti la vendita di Gratta & Vinci presso le tabaccherie e in qualsiasi altro esercizio rimasto aperto”, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “In tutta Italia numerosi anziani e soggetti con forme di dipendenza da gioco continuano a recarsi presso i tabaccai proprio per acquistare tagliandi dei ‘Gratta & Vinci’, creando file davanti agli esercizi ed alimentando la possibilità di contagi. Per tale motivo è necessario vietare con apposito decreto la vendita di biglietti, così da limitare i rischi sanitari per la collettività”.

Innovare per superare la crisi

Non possiamo che concludere con un invito a tutti gli imprenditori italiani e non che sono stati colpiti duramente dalla crisi Coronavirus: sappiamo tutti che per l’imprenditoria le difficoltà non si supereranno alla fine dell’emergenza sanitaria, ma potrebbero avere strascichi per molto tempo, per questo la parola d’ordine è Innovare.

Innovare sfruttando questo smartworking forzato per cambiare i processi produttivi e renderli più snelli. Innovare con nuove leve e strategie di marketing, cercando ora più che mai di comunicare in maniera limpida ed efficace i messaggi che si vogliono veicolare. Innovare dal punto di vista della responsabilità d’Impresa, rendendosi protagonisti di scelte virtuose o grazie ad opere filantropiche, ora necessarie più che mai. Innovare ideando nuovi prodotti che possano permettere al mercato italiano di crescere e riuscire a superare le difficoltà.

Insomma darsi da fare per far lasciare in eredità a questo Coronavirus non solo morte e sofferenza, ma anche una consapevolezza che l’Italia e le aziende italiane hanno saputo rispondere ai colpi e sono riuscite a rialzarsi più forti di prima.

Andrea Troccoli

Andrea nasce a Foggia nel 1992, i suoi principali interessi sono sempre stati lo sport, la tecnologia e la finanza. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bologna, si è laureato in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d'Impresa presso la Sapienza, Roma. Da anni vive a Roma e, come addetto Marketing per Nextwin, può mettere in pratica le conoscenze acquisite e abbinarle alle sue passioni.

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Andrea Troccoli

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